«Nel mio ruolo di parlamentare del territorio sto seguendo con grande attenzione la vicenda della Cava di San Bernardo». A dichiararlo è l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, che insieme alla segretaria della Lega di Ivrea Giorgia Povolo e ad altri esponenti della sezione cittadina sta portando avanti una serie di incontri sul territorio e nelle sedi istituzionali per fare chiarezza su una questione che continua a preoccupare cittadini e amministratori.
«Stiamo lavorando su due piani – spiega Giglio Vigna –: da un lato il confronto diretto con i soggetti coinvolti, dall’altro la raccolta di informazioni e documenti utili a ricostruire le responsabilità che hanno portato ai cosiddetti “via libera” per la coltivazione della cava, cioè all’avvio delle attività di escavazione. Ricostruire le responsabilità non serve solo a fare chiarezza e a garantire ai cittadini un’informazione corretta, ma è fondamentale per individuare un percorso concreto che porti al blocco dell’utilizzo di quell’area come cava».
Secondo quanto emerso finora, alcuni passaggi amministrativi sono ormai chiari. «Dalle interlocuzioni avute con l’ex assessore Michele Caffarelli – ricorda Giglio Vigna – ho appreso che nel 2022 la precedente giunta di centrodestra, con la Lega in maggioranza, aveva eliminato la cava dal piano regolatore». Una scelta che, però, viene successivamente ribaltata. «Nel 2023, con l’arrivo della giunta di centrosinistra a guida PD, la cava ricompare nel piano regolatore comunale».
Un altro snodo cruciale è rappresentato dal voto del Consiglio Comunale. «Il 26 maggio 2025 – sottolinea l’onorevole – il Consiglio Comunale di Ivrea ha approvato all’unanimità una mozione contro la Cava di San Bernardo. Un atto che impegnava l’amministrazione a trasmettere la volontà del Consiglio, e quindi dei cittadini, alla Città Metropolitana e alla Regione».
Trasmissione che, secondo quanto dichiarato dal sindaco, sarebbe effettivamente avvenuta. «Nel Consiglio Comunale del 28 novembre 2025 il sindaco ha affermato che la volontà del Consiglio era stata regolarmente trasmessa agli enti competenti».
Ed è proprio qui che, secondo il parlamentare, si apre una questione politica e istituzionale rilevante. «Da quanto emerge – afferma – pare evidente che la Città Metropolitana di Torino, guidata dal Partito Democratico, non abbia tenuto conto della volontà espressa all’unanimità dal Consiglio Comunale di Ivrea».
«Per questo motivo ho scritto sia alla Città Metropolitana di Torino sia alla Regione Piemonte – conclude Giglio Vigna – per richiedere copia del protocollo di ricezione del verbale della deliberazione del Consiglio Comunale n. 44 del 26 maggio 2025 sulla Cava di San Bernardo. È un passaggio necessario per capire se e quando quella decisione sia stata ufficialmente recepita».
«Sarà mia cura – assicura infine il parlamentare – tenere costantemente informati i cittadini e gli organi di stampa sulle risposte che arriveranno. Su una vicenda così delicata, la trasparenza è doverosa».
