Ivrea: la Lega contro la follia della cultura woke
Il Comune di Ivrea e i patrocini a senso unico: Revisionismo sull’Inno di Mameli, perché no?

COMUNICATO STAMPA
Il Direttivo della Lega sezione di Ivrea denuncia con fermezza l’evidente disparità di trattamento adottata dall’amministrazione comunale nella concessione del patrocinio agli eventi culturali e storici.
“L’amministrazione comunale che solo qualche settimana fa dichiarava di non concedere il patrocinio ad eventi con una connotazione politica, risulterebbe invece essere particolarmente sensibile nel concedere il patrocinio ad un’iniziativa in cui figura come ospite Francesca Siano, una cantautrice e attivista nota per le sue posizioni critiche nei confronti dell’Inno di Mameli. Secondo quanto riportato da quotidiani a tiratura nazionale, la Siano avrebbe espresso la volontà di modificarne il testo poiché da lei ritenuto “Non Inclusivo” così come il tricolore “anacronistico”, ma che ha dovuto desistere per non incorrere in vilipendio”.

“Una posizione che lascia interdetti, considerando che l’Inno nazionale, il “Canto degli italiani” rappresenta il simbolo di unità, orgoglio e appartenenza oltre che di identità nazionale”.
“Ci chiediamo quindi quali siano i criteri con cui il Comune decide di concedere o meno il patrocinio agli eventi. Quale logica si è seguita nel sostenere un evento con ospiti che mettono in discussione i simboli dell’unità nazionale?
L’amministrazione comunale dimostra ancora una volta una visione ideologica e di parte. La Lega continuerà a battersi per un Ivrea che rispetti la storia e la cultura di tutti, senza discriminazioni politiche”.
“Chiediamo al Sindaco di Ivrea le ragioni di questa scelta e di garantire un’equa concessione dei patrocini, affinché tutti i cittadini possano sentirsi rappresentati, senza distinzioni ideologiche. Auguriamo alla giovane cantante di far parlar di se per le sue capacità artistiche e non per le mire revisioniste tipiche della cultura woke”.
Interviene l’On. Alessandro Giglio Vigna ”certe notizie sembrano uscite da LERCIO o dal VERNACOLIERE o da uno show di satira, sembrano impossibili, paradossali, surreali e invece sono vere. Personaggi passati alle cronache dell’assurdo e diventati emblema di una cultura woke che va oltre la stereotipicizzazione di sé stessa vengono addirittura invitati a convegni.
Non fosse per due particolari non troppo piccoli direi: bene che personaggi del genere abbiano spazio, più parlano più creano repulsione verso la woke culture, quindi bene, mille di questi convegni!
Perché quando si forza e si estremizzano certe tesi e certe argomentazioni si ottiene il risultato opposto.
Ma come dicevo vi sono due particolari che non mi permettono di fare questo ragionamento:
– il luogo in cui avviene questo convegno è uno spazio comunale dato in gestione a privati i quali dovrebbero, essendo spazio di tutti, garantire un dibattito democratico, una pluralità, e non perpetuare un monolitico pensiero unico senza spazio al dibattito democratico.
– il patrocinio del comune e di Ivrea, fuori luogo, imbarazzante, un uso politico del patrocinio comunale così estremizzato non si era mai visto prima d’ora, il patrocinio dovrebbe essere usato per valorizzare iniziative che portano qualcosa di positivo alla città, non concesso a iniziative di carattere politico”.
LEGA SEZIONE IVREA




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